mercoledì 24 maggio 2017

Book Lover Intervista Natascia Lucchetti



Intervista a Natascia Lucchetti



Care Lovers,

questa settimana ho avuto il piacere di intervistare per voi Natascia Lucchetti , un autrice del team Delrai, al momento ha pubblicato solo Dracula, ma statene certi sentiremo ancora parlare di lei




Edizione deluxe: 16.50 €





Cosa ti ha spinto a decidere di iniziare a scrivere un romanzo?

 

Ho creato il mio primo romanzo raccogliendo tutti i fogli su cui avevo appuntato idee e spunti, poesie e cose affini. Ho visto che andavano tutte verso la stessa direzione, così mi sono chiesta: perché non compattarle e creare una storia? Mi sono divertita un mondo a far parlare i personaggi tra loro, a farli interagire, immaginandomi le scene nella testa. Ho iniziato a scrivere per esprimermi e dipingere la mia fantasia. 


Ti è mai capitato di non essere soddisfatta di un tuo lavoro?   

A volte mi è capitato di buttare via una ventina di A4, perché avevo mandato la storia verso una direzione che non mi entusiasmava, ma mai mi è successo di non apprezzare un’opera completa. Sono tutte parte di me. 
  
♡ Cosa fai quando ti devi concentrare?
 
Accendo il lettore MP3 e metto le cuffie. Taglio fuori il mondo e scrivo.

♡ Ascolti della musica, di che genere?
 

Ascolto tutti i generi, tranne la techno e affini. Quando scrivo preferisco musiche orchestrali, prevalentemente epiche come gli Audiomachine. Poi dipende dai romanzi. A volte mi tuffo a capofitto nel rock anni 80 o nell’heavy metal.

 Come nascono le tue storie?

Le mie storie nascono dalla semplice osservazione o dall’ascolto di racconti che attirano la mia attenzione. Se sento qualcosa che mi piace, anche un nome e basta, corro subito a informarmi e poi rielaboro le cose che trovo sull’argomento. Il gioco è fatto. 

Come scegli i prestavolto per le tue storie? 

In genere quando creo un personaggio lo associo o a un attore o a una persona molto vicina a me e non mi basta utilizzare il suo volto, no! Se conosco il carattere di quella determinata persona, automaticamente il personaggio lo deve avere, ovvio, se è un personaggio ex-novo. In Dracula avevo già un’idea forte del protagonista, al di là del volto che sarà sempre e solo quello del mitico Gary Oldman.

Quando hai deciso che volevi diventare una scrittrice? I tuoi amici e parenti ti hanno supportata oppure no?

A dire il vero non ho deciso di diventare una scrittrice, ho scritto e basta. È stata mia madre a convincermi che la mia storia era buona, così ho inviato il manoscritto in giro. Mi sono presa cantonate assurde e se non fosse stato per mio fratello e mio padre, probabilmente avrei abbandonato tutto dopo i primi no. Devo dire che all’infuori del mio nucleo familiare, tutti gli altri hanno riso di me. Sai, qua nelle Marche il libro è un oggetto che serve a pareggiare le zampe dei tavoli. Se sei uno scrittore sei automaticamente un fannullone che non sa come passare il tempo. L’unica a credere veramente nel mio progetto oltre ai miei è stata Malia, che mi ha portato fino a qui.

Quali sono i tuoi pregi e difetti come autrice?

Bella domanda. Pregi? Senza dubbio che quando dico di fare una cosa, la porto sempre a termine, cascasse il mondo. Sono aperta al dialogo e accolgo le critiche se costruttive. Nei difetti annovero la mia propensione alla depressione e la poca tolleranza verso chi non sa di cosa sta parlando.

Ascolti mai il parere dei tuoi personaggi?

Ahahahah. Loro parlano nella mia testa continuamente e creano il caos.

Sogno nel cassetto?
 
Continuare a scrivere per la Delrai. Non chiedo altro. Sto benissimo così.

 Ti è mai capitato di sentirti giu' di morale? E cosa fai in queste occasioni?
  
Chi non si sente giù di morale almeno una volta nella vita? Soprattutto durante i primi tempi in cui mi muovevo tra i no degli editori e l’incapacità di raggiungere i lettori, ho avuto il mio periodo no. Avevo deciso di mollare tutto dopo Dracula se non fosse stato di gradimento a nessuno. Cosa si può fare per tirarsi su? Natascia di solito stressa suo fratello e gli chiede conferme che solo lui sa dare. Poverello, prima o poi gli commissionerò una statua.

 Cosa ti ha spinto ad affidarti ad una CE?  
  
Sapevo che al fianco di una persona competente il mio testo sarebbe di gran lunga migliorato e avrebbe raggiunto un bacino di utenti maggiori. Perché negarlo? Sono una schiappa con le promo e via dicendo. Non so relazionarmi con il sistema e poi ODIO lavorare da sola. Preferisco il team. 

Non hai magari paura che modifichino troppo il tuo romanzo? 

Ci sono editor e editor. Malia ha trattato il mio romanzo con immenso rispetto e soprattutto mi ha insegnato moltissimo. Ho fatto miei i suoi consigli e ora sono in grado di correggere il grosso dei miei errori. 

Com'è lavorare con Malia?

Stupendo. È lavorare fianco a fianco di un’amica che c’è sempre ed è sempre disponibile al confronto. È stata una delle esperienze più belle mai fatte finora.

Ti aspettavi tutto il successo che stai avendo con il tuo primo romanzo pubblicato con la Delrai?

No. Non me lo aspettavo. È stata una bellissima sorpresa e credo che non sia un caso. Malia è stata davvero brava sotto ogni aspetto. La sua attenzione al dettaglio, il suo impegno anche sopra alle forze, sono la chiave di tutti i suoi successi.

 Com'è nata la collaborazione con Malia e la sua casa editrice?

Io ho scritto una mail alla Delrai e ho proposto un mio romanzo. Poi ho preso il contatto di Malia e abbiamo iniziato a parlare su facebook. Mi ha spiegato il suo obiettivo e mi ha mostrato la cura con cui trattava i testi delle primissime autrici, che ora sono diventate sorelline Delrai, per inciso. Sono stata davvero in ansia, perché sentivo che entrare a far parte del suo gruppo sarebbe stata un’occasione stupenda e quando lei mi ha detto che secondo il suo parere il romanzo valeva…ho assaporato la vera felicità, che non ha fatto che esplodere quando ho visto la cover per la prima volta. Ti lascio immaginare com’è stato tenere il libro stampato tra le dita…un’emozione unica.


Ringrazio infinitamente Natascia per questa splendida intervista.

Un Bacio e alla prossima intervista.