martedì 24 aprile 2018

[Recensione] Subh-lair. Una storia Angelica Cremascoli



Care Lovers,

Qualche tempo fa avevo chiesto in giro una mano per gestire il blog, dato che eravamo un pò piene. Così a malincuore ho dovuto cedere questo romanzo a Sara, che tra un impegno con l'università e l'altro è riuscita a terminare la lettura. Venite a leggere la sua recensione...




Titolo: Subh-liar. Una Storia

Autore: Angelica Cremascoli

Genere: contemporaneo

Edito: Triskell edizioni

Pagine 256

Data d'uscita: 13/04/2018

Ebook: 5.99

Cartaceo: 12.00













Tara vive a Edimburgo, insieme alla zia e a un maialino domestico, ed è una scrittrice, o quasi. Originaria di un piccolo paese costiero delle Highlands, Ullapool, vive sentimenti ed emozioni attraverso i suoi personaggi, rubati dalle esperienze dei fratelli e delle sorelle, immaginati durante un momento di silenzio e solitudine sul divano del soggiorno, in perpetuo conflitto con la realtà. Qui prende forma, pian piano, un ultimo lavoro, la fiabesca vicenda che vede conoscersi e innamorarsi perdutamente Zia Momo e A.G. Connor, l'affascinante, enigmatico e misterioso pirata comparso a Ullapool trent'anni prima e mai più tornato. 
La sua tranquilla e monotona esistenza verrà sconvolta dall'arrivo dalla Russia di un eccentrico trio di turisti: Jenna, la capricciosa e scorbutica cugina di Tara, soprannominata il Corvo; Victor, l'impertinente e logorroico fidanzato, e Tam, un grosso e stupido terzo in comodo. È Victor, bel violinista dagli occhi verdi, che segnerà la svolta nella stesura del romanzo, pungolandone e provocandone l'autrice con domande, consigli e intense lezioni attraverso la Scozia.






Tara Mcleod vive nella magnifica Edimburgo con Zia Momo e William Wallace, il suo maialino. Le sue giornate sono spesso monotone, dedicate alla scrittura dei suoi romanzetti ed alla compagnia di Gulliver Grant, il suo migliore amico gay. La sua quotidianità viene interrotta da tre ragazzi provenienti dalla Russia, con l’unico scopo di infastidirla ed impedirle di raccontare, in tutta tranquillità, la storia d’amore tra Zia Momo ed il pirata A.G.Connor… o almeno, lei pensa sia così.
Jenna è una ragazza scorbutica e capricciosa, non ha un bel rapporto con sua cugina Tara e detesta dover affrontare lunghe camminate solo per osservare il paesaggio scozzese, quando potrebbe trascorrere il suo tempo visitando negozi.
Poi c’è Tam, il ragazzo che non si preoccupa di andare d’accordo con qualcuno, come se niente di ciò che accade lo riguardasse. La sua personalità collide sin da subito con quella di Tara.
Victor, invece, è un caso a sé. Ama la musica, tanto da essere uno dei migliori violinisti della Russia.
 “Le sette note, le protagoniste di
qualsiasi sinfonia. Semplici istanti di promessa sonora, accenni fugaci
d’armonia […]”
Trascorre il suo tempo dedicandosi alla sua lunatica ragazza Jenna e ad infastidire Tara con le sue domande. L’arrivo di Victor è ciò che serve a Tara per riuscire ad immergersi davvero in ogni suo libro.
Il paesaggio scozzese sarà partecipe delle lezioni che il giovane violinista intratterrà con la protagonista, affinché questa possa comprendere che l’esperienza è una parte fondamentale nella stesura di un romanzo.
L’esperienza è una matita consumata che ha grattato mille fogli e che si adagia in mano, comoda, direzionandola con familiarità senza regalarle il brivido di una sbavatura.”
Le leggende e le credenze scozzesi accompagnano Tara nel suo percorso, in particolare durante una delle “lezioni” di Victor, in cui la ragazza spiegherà i propri sentimenti nei confronti di un Dio che ha creato un paesaggio a dir poco spettacolare.
Tara è una scrittrice e questo, ovviamente, influisce sullo stile utilizzato dall’autrice. La lettura risulta poco scorrevole a causa delle iperboliche riflessioni, le quali allontanano l’attenzione del lettore dal vero oggetto del ragionamento.
Victor è il personaggio che più di tutti ho ammirato. La sua figura incuriosisce non solo per il suo aspetto (carnagione chiara, tatuaggi e riccioli scuri), ma anche per il suo comportamento. È schietto, non utilizza mai giri di parole e se vuole qualcosa non esista ad ottenerla. Il suo approccio è sempre molto intenso, tanto da portare Tara a porsi alcune domande.

“Non so cosa mi spinga a barricarmi dietro una scontrosa e sardonica trincea quando questo ragazzo alto e strano […] invade e attacca la mia confortante quotidianità.”


È un libro impegnativo, non lo nego, ma i paesaggi e le lezioni tra i due ragazzi rapiscono il cuore. Se avete tempo da dedicarci e siete amanti del genere, non vi pentirete di averlo letto.




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